LE ORGANIZZAZIONI APERTE E CHE APPRENDONO favoriscono la nascita di comunità motivate in cui i membri si fanno continuamente da coach a vicenda, si trasformano e si sviluppano. Sono ecosistemi basati sulla fiducia, in cui le persone si sentono a proprio agio nell'ascoltarsi e nell'imparare le une dalle altre.
La crisi del coronavirus della scorsa primavera ha costretto molti di noi a reinventare a tempo di record il nostro modo di fare impresa. A giugno, insieme a Sekaten, abbiamo parlato con 160 professionisti di tutto il mondo per capire meglio che cosa avessero imparato dalla crisi, quanto fossero sicuri di poter continuare a imparare e ad adattarsi, e quali intuizioni avessero maturato sui cambiamenti necessari nel nostro modo di fare impresa.
Da questo dialogo sono emersi sei temi sistemici, che abbiamo raccolto sotto l'acronimo "HEROIC", ovvero "Human, Empathetic, Role Model, Open, Innovation and Courage". Oggi parlo del quarto: essere aperti.

Mentre riflettevo su questo blog, mi sono imbattuto in un articolo della Harvard Business Review sulla creazione di un ambiente di apprendimento che inizia così: "Technology is disrupting every industry and area of life, and work is no exception…. As a result, there is now a premium on … the desire and ability to quickly grow and adapt one's skill set to remain employable." (Chamorro-Premuzic e Bersin, 2018)*. Mi ha colpito il fatto che, sostituendo la parola "tecnologia" con "Covid-19", si otterrebbe una descrizione quasi perfetta dell'esperienza degli ultimi 7 mesi. La crisi del coronavirus ci ha costretti tutti a padroneggiare nuove competenze, tecniche e non solo, a cui molti di noi non avevano mai pensato prima. Ci ha spinti ad ascoltarci e a imparare gli uni dagli altri in un modo che non avevamo mai sperimentato.
Il valore di questa ritrovata apertura all'apprendimento non è sfuggito ai nostri 160 partecipanti. Vedono chiaramente il valore di un ambiente aperto e di apprendimento per il futuro. I temi principali emersi sono stati:
- Chiedere invece di dire Le organizzazioni che apprendono sono brave a coinvolgere, a co-creare e a condurre il dialogo su larga scala, e promuovono in modo naturale una cultura del coaching. Uno stile basato sul "chiedere invece di dire" rende possibili dialoghi significativi che sostengono lo sviluppo personale, in cui le persone fanno da coach agli altri con affetto e rispetto.

- Creare una comunità di apprendimento Le organizzazioni che apprendono costruiscono una cultura del feedback e hanno una grande capacità di condividere le conoscenze a tutti i livelli dell'organizzazione. In quanto comunità di apprendimento viva, permettono alle persone di aiutarsi a vicenda a crescere e ad adattarsi continuamente.

- Stimolare lo sviluppo personale Le organizzazioni che apprendono investono nella consapevolezza di sé e nel miglioramento personale. Sono i pilastri di una consapevolezza collettiva: non sono le organizzazioni a trasformarsi, ma le persone.


Il valore di un ambiente di apprendimento non è un concetto nuovo, ma all'epoca in cui è stato scritto l'articolo della HBR solo il 10% circa delle aziende lo aveva realizzato (Chamorro-Premuzic e Bersin). La crisi del coronavirus, però, non ha solo dimostrato il valore di un ambiente aperto e di apprendimento, ma anche quanto rapidamente questo ambiente possa essere stimolato quando se ne presenta la necessità. Ci ha costretti ad ascoltarci con più attenzione e a imparare gli uni dagli altri. Ed è qualcosa da portare con noi nell'era post-coronavirus.
* Chamorro-Premuzic, T. & Bersin, J. (2018). 4 Ways to Create a Learning Culture on Your Team. Harvard Business Review, luglio, 12. https://hbr.org/2018/07/4-ways-to-create-a-learning-culture-on-your-team
