Porre buone domande e generare intuizioni intelligenti.
La scoperta più importante che abbiamo fatto dopo 10 anni di dialoghi online in crowdsourcing (1) organizzati con i dipendenti di varie organizzazioni è che una sola parola in una buona domanda può fare la differenza!
Quando 100 persone sono online per un'ora, una domanda formulata male spreca 700 preziosi minuti di cervello, e un'occasione di apprendimento va perduta. Al contrario, le buone domande generano energia e stimolano tutti i partecipanti a prendere parte alla conversazione. Una buona domanda tocca cuori e menti. Soprattutto, una buona domanda porta alla luce intuizioni preziose e concrete e crea partecipanti fortemente coinvolti.
La chiave per formulare una buona domanda è sapere che cosa si sta cercando. Quale tipo di risposte è utile e prezioso? Quale tipo di pensiero si vuole stimolare nei rispondenti? Se si cerca saggezza, occorre porre domande di "pensiero lento".
Evitare la trappola del "pensiero veloce".
Sappiamo tutti intuitivamente che esistono due tipi di domande: quelle a cui è facile rispondere e quelle che richiedono riflessione e ponderazione prima di rispondere. Il premio Nobel Daniel Kahneman, nella sua opera fondamentale Thinking Fast and Slow, ha sottolineato che le persone usano due tipi di cervello per rispondere a una domanda. In primo luogo c'è il cervello riflesso, più primitivo, che stimola il "pensiero veloce". È velocissimo, pensa all'istante e opera nel qui e ora. Si serve dell'istinto, di schemi, di pregiudizi e di analogie. Questo cervello riflesso è un motore straordinario che usiamo di continuo per trovare rapidamente risposte a domande quotidiane come "posso attraversare adesso?". L'altro è il cervello riflessivo. Questo è il "pensiero lento" e deve essere acceso e attivato. Ci aiuta a pensare in modo approfondito, più astratto e più sistematico. Probabilmente tutti riconosciamo situazioni in cui abbiamo dovuto creare le condizioni giuste – uno spazio libero, una doccia, una passeggiata – per riuscire a concentrarci e a riflettere a fondo su qualcosa. È il momento in cui si vuole attingere alla capacità di pensiero profondo e lento del proprio cervello riflessivo.
Daniel Kahneman fa notare che il cervello umano è fondamentalmente pigro e preferisce usare il suo rapido cervello riflesso per rispondere in fretta alle domande. Ciò significa che, quando sentiamo una domanda, il cervello veloce tende a prendere il sopravvento e a formulare una risposta. Inoltre, come spiega, il cervello veloce è soggetto a molti pregiudizi. Se si cerca saggezza o un consiglio approfondito da una persona o da un gruppo di persone, la domanda deve attivare il loro cervello di pensiero lento (riflessivo). Ricorda che il cervello del pensiero lento è pigro e avvia il pensiero profondo solo se viene sollecitato a farlo. Quindi, se cerchi saggezza, evita la trappola del pensiero veloce e formula domande di pensiero lento.
Domande di pensiero lento e domande di pensiero veloce
L'immagine qui sotto aiuta a comprendere la differenza tra domande di pensiero lento e domande di pensiero veloce. Tutte le domande chiedono un riscontro sul valore della partecipazione a una conferenza. La formulazione specifica di ciascuna domanda a sinistra porta a un diverso processo mentale ed emotivo, illustrato a destra. Osserva come le domande che attivano maggiormente il pensiero lento (in basso a sinistra) suscitano una riflessione più profonda e stimolano il cervello riflessivo.

- Porre una domanda da cervello veloce come "Quanto è soddisfatto della conferenza X?" spingerà il cervello veloce a raccogliere immediatamente una risposta rapida, mettendo insieme riflessi e sensazioni di piacere o di noia. Il cervello veloce genererà una risposta alla domanda: "Mi è piaciuta questa conferenza?" È una risposta rapida, la prima che viene in mente.
- Porre una domanda da cervello lento come "Che cosa ha imparato alla conferenza X?" chiede al cervello lento di mettersi al lavoro: occorre ricordare quali informazioni sono state condivise, confrontarle con le proprie conoscenze attuali, valutare le nuove informazioni e il loro valore e trarre una conclusione. È un percorso di pensiero completamente diverso!
Porre domande di pensiero lento non è possibile senza creare l'ambiente giusto. Un ambiente in cui:
- c'è uno spazio sicuro per esprimersi
- c'è chi pone la domanda in modo rispettoso e sinceramente interessato
- la domanda è formulata per dare energia e inserirsi nel flusso del dialogo.
Sapere quale tipo di risultato si sta cercando determina la scelta tra una domanda di pensiero lento o veloce. Le "percezioni immediate" sono preziose, oppure si vuole ottenere una saggezza più profonda?
Puoi verificare facilmente il livello di pensiero lento o veloce della tua domanda rispondendoti tu stesso. Scoprirai così se stai usando il "pensiero veloce" immediato, oppure se hai bisogno di più tempo e devi ricorrere alla parte del tuo cervello dedicata al "pensiero lento".
